LE PERGAMENE DELL'OSPEDALE DI
SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA
Dalle origini al 1400. Regesti, a cura di Alberto Maria Sartore, Roma, Ministero
per i Beni e le attività
culturali. Dipartimento per i Beni archivistici e librari.
Direzione generale per gli archivi, 2005
Le pergamene dell’Ospedale di S. Maria della Misericordia di Perugia. Dalle origini al 1400. Regesti, a cura di Alberto Maria Sartore, Roma, Ministero per i Beni e le attività culturali. Dipartimento per i Beni archivistici e librari. Direzione generale per gli archivi, 2005. Il ponderoso volume – oltre 800 pagine – è frutto di anni di paziente lavoro. Raccoglie 1475 regesti di pergamene e fascicoli dall’anno 1227 al 1400: solo una “fetta” degli oltre 3000 pezzi dell’intero fondo Diplomatico dell’Ospedale di S. Maria della Misericordia. Solo una parte, dunque, ma già assolutamente consistente: gli atti del secolo XIV s’impongono e non a caso poiché è proprio l’epoca in cui l’ospedale si afferma sotto tutti gli aspetti.
Giustamente il Sartore – nell’Introduzione – distingue i documenti strettamente pertinenti all’Ospedale e quelli da ricondurre a persone fisiche, famiglie e istituzioni, acquisiti a vario titolo dall’ente nel corso del tempo. La mole di atti è, nella stragrande maggioranza, di natura privata: inventari, dichiarazioni, curatele, codicilli, enfiteusi, locazioni, ratifiche, pagamenti, cessioni, donazioni, compromessi e arbitrati, strumenti dotali, procure e sindacati, obbligazioni, quietanze, testamenti, vendite ecc.
In questo mare di azioni giuridiche, il Sartore ha evidenziato i personaggi appartenenti a famiglie magnatizie quali, ad esempio, Alfani, Armanni, Baglioni, Coppoli, della Corgna, Guidalotti, Michelotti, Montemelino, Montevibiano, Ramazzano, Ranieri, Sciri, Vincioli. Ma il mondo degli attori e delle attrici è molto più vasto: uomini e donne di vario status. E tra le donne piace ricordare Matteuccia di Rieti – detta Pincho Putana – ,ex-prostituta, che seppe integrarsi nella realtà cittadina e divenire una sorta di “donna d’affari”; nel suo testamento del 1366 lascia erede universale l’Ospedale e dispone un lascito per dotare otto vergini povere: quasi a segno di riscatto morale e religioso.
Il materiale proposto nei regesti offre poi un immenso panorama di insediamenti religiosi maschili e femminili, di chiese e di pievi, di confraternite, di ospedali e non unicamente della città di Perugia.
Un vero universo in azione dove è possibile rinvenire di tutto; utile sia per la storia laico-civile (dal mondo delle professioni e dei mestieri, ad esempio, ai riferimenti di carattere urbanistico; dalla condizione della donna a notizie utili per la vita culturale dell’epoca) sia per la storia ecclesiastico-religiosa, basti pensare alla folla di uomini di Chiesa che vi compaiono ed a quella di religiosi e religiose delle più svariate afferenze nonché alla mole di testamenti che di per se stessi sono documenti-monumenti, rivelatori dell’atteggiamento mentale, devozionale, familiare e relazionale dei singoli testatori.
Come muoversi in mezzo a questo oceano di informazioni? Facile: il volume è corredato di accurati indici di nomi di persone e di luoghi ed enti.
GIOVANNA CASAGRANDE
Anno IV n.3/4, maggio/agosto 2006